OPEN DAY 2018

Gli Open Day sono dedicati a studentesse/i e laureate/i in Psicologia e Medicina.

Gli eventi sono gratuiti ed è richiesta l’iscrizione che è possibile effettuare telefonando al numero 06/45445779 o inviando una e-mail all’indirizzo info@istitutostrategico.it

 

Mercoledì 12 dicembre ore 10:00/12:00

La Psicologia strategica evoluta: un caso di empasse nello svincolo e crescita del paziente dal nucleo d’origine

L’Open day offrirà l’occasione di vedere come lavorare con persone che vogliono affrontare lo svincolo dal proprio nucleo d’origine e poter condurre una vita in autonomia. Partendo da un caso clinico sarà possibile comprendere come viene attivato il processo di cambiamento secondo i principi della Psicologia strategica evoluta.

RELATRICI E RELATORI
Dott.ssa Francesca Mastrantonio – Psicologa, Psicoterapeuta, Sessuologa, Presidente IIRIS e Direttrice didattica dell’Istituto Strategico – Scuola di Specializzazione in psicoterapia Strategica.
Dott. Andrea Stramaccioni – Psicologo, Psicoterapeuta, Vicepresidente IIRIS, Didatta e Supervisore Istituto Strategico.

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Venerdì 26 ottobre ore 10:00/12:00

Strategicamente in coppia: la Psicologia strategica evoluta nel colloquio di coppia

Vedremo come gestire un colloquio di coppia con la Psicologia strategica evoluta, quali gli aspetti salienti da tenere in considerazione, come gestire una comunicazione efficace con la diade, quali gli strumenti da utilizzare.

RELATRICI E RELATORI
Dott.ssa Francesca Mastrantonio – Psicologa, Psicoterapeuta, Sessuologa, Presidente IIRIS e Direttrice didattica dell’Istituto Strategico – Scuola di Specializzazione in psicoterapia Strategica.
Dott. Andrea Stramaccioni – Psicologo, Psicoterapeuta, Vicepresidente IIRIS, Didatta e Supervisore Istituto Strategico.

26 maggio ore 10:00/12:00

La Psicologia strategica evoluta per la gestione del primo colloquio

L’Open day offrirà la possibilità di definire il colloquio secondo il modello della Terapia Strategica nella sua forma più evoluta, delineare quali sono le fasi che lo caratterizzano, quali sono gli obiettivi e come è possibile stabilirli e l’importanza del processo. Il primo colloquio psicologico è inteso come una consulenza indipendente dal resto dall’intervento e autonomo dal percorso terapeutico successivo. L’obiettivo principale è offrire alla persona una comprensione nuova del proprio disagio e delle strategie necessarie per avviare il cambiamento.

RELATRICI E RELATORI
Dott.ssa Francesca Mastrantonio – Psicologa, Psicoterapeuta, Sessuologa, Presidente IIRIS e Direttrice didattica dell’Istituto Strategico – Scuola di Specializzazione in psicoterapia Strategica.
Dott. Andrea Stramaccioni – Psicologo, Psicoterapeuta, Vicepresidente IIRIS, Didatta e Supervisore Istituto Strategico.

Venerdì 22 giugno ore 10:00/12:00

L’approccio strategico evoluto in azione: i contesti applicativi sia di counseling che di psicoterapia

Grazie alla guida sapiente dei nostri docenti Proporremo i vari ambiti applicativi per la figura dello psicologo e psicoterapeuta strategico:

  • Ambito scolastico
  • Ambito della riabilitazione
  • Ambito giuridico
  • Ambito della progettazione
  • Ambito dell’emergenza

RELATRICI E RELATORI
Dott.ssa Francesca Mastrantonio – Psicologa, Psicoterapeuta, Sessuologa, Presidente IIRIS e Direttrice didattica dell’Istituto Strategico – Scuola di Specializzazione in psicoterapia Strategica.
Dott. Andrea Stramaccioni – Psicologo, Psicoterapeuta, Vicepresidente IIRIS, Didatta e Supervisore Istituto Strategico.
Dott.ssa Vera Cuzzocrea – Psicologa giuridica e Psicoterapeuta, Giudice Onoraria presso il Tribunale per i minorenni di Roma, Vicepresidente di PsicoIus – Scuola romana di psicologia giuridica, Comitato docenti Istituto Strategico.
Dott.ssa Vania Vona – Psicologa, Psicoterapeuta, Consulente Organizzativo, Comitato Docenti Istituto Strategico.
Dott.ssa Lucia Bernardini – Psicologa, Psicoterapeuta, Coordinatrice Didattica e Docente Lumsa, UCSC e Università Cattolica del Sacro Cuore, collabora con il Servizio Day Hospital di Psichiatria Clinica e con il Servizio “Dipartimento Emergenza e Accettazione” del Pronto Soccorso del Policlinico A. Gemelli di Roma.

Sabato 22 settembre ore 10:00/12:00

La Psicologia strategica evoluta: quali le modalità di lavoro in ambito clinico

Quali gli strumenti nella valigia del terapeuta strategico: Prescrizioni, metafore e utilizzazioni, che valore possiedono e come possono essere utilizzati.

RELATRICI E RELATORI
Dott.ssa Francesca Mastrantonio – Psicologa, Psicoterapeuta, Sessuologa, Presidente IIRIS e Direttrice didattica dell’Istituto Strategico – Scuola di Specializzazione in psicoterapia Strategica.
Dott. Andrea Stramaccioni – Psicologo, Psicoterapeuta, Vicepresidente IIRIS, Didatta e Supervisore Istituto Strategico.

Venerdì 9 novembre ore 15:00/17:00 presso IPSE istituto Psicologico Europeo – via Belluno, 20 – Viterbo

La Psicologia Strategica Evoluta: quali le modalità di lavoro in ambito clinico

L’incontro sarà un’occasione per conoscere quali sono gli strumenti nella valigia del terapeuta strategico: Prescrizioni, metafore e utilizzazioni, che valore possiedono e come possono essere utilizzati.

RELATRICI E RELATORI
Dott.ssa Francesca Mastrantonio – Psicologa, Psicoterapeuta, Sessuologa, Presidente IIRIS e Direttrice didattica dell’Istituto Strategico – Scuola di Specializzazione in psicoterapia Strategica.
Dott. Andrea Stramaccioni – Psicologo, Psicoterapeuta, Vicepresidente IIRIS, Didatta e Supervisore Istituto Strategico.

Sabato 10 novembre ore 10:00/12:00

Gli ambiti applicativi dell’approccio strategico evoluto 2° edizione.

Grazie alla guida sapiente dei nostri docenti proporremo i vari ambiti applicativi per la figura dello psicologo e psicoterapeuta strategico:

Ambito evolutivo
Ambito di gruppo
Ambito clinico

RELATRICI E RELATORI
Dott.ssa Francesca Mastrantonio – Psicologa, Psicoterapeuta, Sessuologa, Presidente IIRIS e Direttrice didattica dell’Istituto Strategico – Scuola di Specializzazione in psicoterapia Strategica.
Dott. Andrea Stramaccioni – Psicologo, Psicoterapeuta, Vicepresidente IIRIS, Didatta e Supervisore Istituto Strategico.
Dott.ssa Francesca Curcio – Psicologa, Psicoterapeuta, Psicologa Giuridica.
Dott. Michele Battuello – Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, attività libero professionale, docente a contratto esterno.

 

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Le pratiche di giustizia riparativa per gestire conflitti e promuovere benessere

In famiglia, a scuola, nelle organizzazioni, fra persone autrici e vittime di reato, nelle nostre comunità sociali.

L’Istituto Strategico – Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Strategica, in collaborazione con Psicoius – Scuola Romana di Psicologia Giuridica, è lieta di invitarvi al Workshop che si terrà il 21 aprile 2018 dalle 10:00 alle 19:00 presso la sede di v.le Oceano Atlantico, 13 – Roma.

Il Workshop sarà tenuto dalla Prof.ssa Patrizia Patrizi e sarà un’occasione per esplorare le origini, la filosofia e l’applicazione delle pratiche riparative. Scoprire insieme la semplicità, l’immediatezza e la creatività di poterne applicare efficacemente i principi. Il workshop metterà a disposizione dei partecipanti tecniche e strumenti da poter utilizzare nei propri contesti di lavoro, scuola, casa famiglia, servizi del territorio, servizi per adolescenti.
Da anni la Prof.ssa Patrizi, insieme al gruppo di PsicoIus e la cattedra di Psicologia sociale e pratiche riparative dell’Università di Sassari, sta cercando di stimolare un dibattito intorno al tema della giustizia riparativa. Nello specifico ci riferiamo all’ambito delle pratiche riparative (Restorative Practices), un insieme di strategie che hanno come finalità generale la ricostruzione del senso di comunità, oggi sempre più compromesso, attraverso la promozione di occasioni positive di benessere individuale e collettivo. Secondo la giustizia riparativa (o relazionale, come viene talvolta definita) l’obiettivo principale a cui dovrebbe tendere qualunque intervento è quello di recuperare le relazioni nelle quali è avvenuto il danno.

Prof.ssa Patrizia Patrizi, Psicologa giuridica e Psicoterapeuta – Ordinaria di Psicologia sociale e giuridica presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali dell’Università degli Studi di Sassari, Presidente PsicoIus, Componente del Board dell’European Forum for Restorative Justice, Comitato Scientifico Istituto Strategico.

Per partecipare è necessario versare la quota di 80€, sono previsti sconti per gli/le studenti/esse dei nostri partner e per i/le nostri/e ex corsisti/e ed è GRATUITO per gli studenti di psicologia.

Per partecipare scrivi a info@istitutostrategico.it o chiama allo 0645445779

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Che cos’è la felicità?

Spesso me lo chiedono i miei pazienti e non sempre è facile rispondere o meglio far capire cosa sia.

Il dizionario ci dice che la felicità è lo stato di chi è felice, l’emozione di chi ritiene soddisfatto ogni suo desiderio, è collegata alla gioia, alla soddisfazione completa.

Per provare questa emozione così importante per il benessere personale servono due condizioni: saper desiderare qualcosa e saper raggiungere quel qualcosa per trarre soddisfazione da questo risultato.

Raggiungere la felicità comporta quindi avere delle competenze personali che non sono innate ma si acquisiscono durante le esperienza di vita ed è qui che nasce il problema e la mia riflessione.

Spiegare cosa sia la felicità e come raggiungerla è impresa assai ardua se difronte abbiamo persone che non sanno cosa voglia dire desiderare qualcosa perché si è avuto tutto troppo facilmente e velocemente, o persone che annoiate dalle vita per l’assenza di emozioni condivise osservano scorrere i giorni senza sapere cosa farne.

La notizia che fa clamore è che all’università di Yale il corso più frequentato quest’anno, con numeri da record, è il corso sulla felicità promosso dalla docente di psicologia Laurie Santos. Fa clamore perché scopriamo che dietro quei ragazzi, che vediamo imbambolati dietro un monitor o chiusi in camera dentro una realtà virtuale, c’è in realtà il sospetto che si stiano perdendo qualcosa di importante e forse il bisogno di capire come raggiungere questa felicità.

Cercare questa spiegazione attraverso la frequenza di un corso è una soluzione che stanno tentando ma che ci dice che sono mancate delle guide attendibili prima, nella fase di crescita, e che ne hanno un grande bisogno.

Scopriamo che hanno bisogno di felicità. Questo è un dato prezioso per gli educatori di oggi che non possiamo lasciar cadere nel vuoto ma cogliere come monito.

L’OMS ci segnala per l’ennesima volta che la depressione è aumentata del 20% negli ultimi dieci anni e sono numerose le ricerche che sostengono che sempre più giovani manifestano disturbi della personalità, carenza di attenzione, svogliatezza, ansia, manie ossessive. Questo disagio dilagante trova espressione nel fenomeno dei NEET “not (engaged) in education, employment or training“, ossia tutte quelle persone fra i 16 e i 35 anni non impegnate nello studio, né nel lavoro né nella formazione.

Per contrastare questo disagio dilagante alcune strade andrebbero percorse prima che questo mondo giovanile perda totalmente la speranza e si ritiri per sempre dalla vita reale.

Sarebbero utili interventi di rieducazione affettiva ed emotiva che consentano alle persone di tornare a confrontarsi con gli altri e con sé stessi, imparando a conoscere le proprie modalità relazionali.

Servono delle guide capaci di essere d’esempio, di motivare verso la ricerca dei propri sogni e desideri. Dei problem solver in grado di trasferire le proprie competenze sociali e relazionali a questi giovani disorientati ma ancora alla ricerca della felicità.

La nostra associazione IIRIS, da sempre impegnata nel contrasto al disagio adolescenziale e familiare, proprio in questo periodo sta lanciando un progetto dedicato alla sviluppo delle proprie potenzialità e alla realizzazione dei propri sogni.

Partiremo con i TSocial Gruop si tratta di un gruppo di supporto che si pone l’obiettivo di far conoscere alle persone il proprio stile relazione attraverso il confronto con momenti esperienziali (outdoor) e di riflessione (in door) per aiutarle ad uscire dall’isolamento e dal mondo virtuale, per rientrare in contatto con gli altri e con le proprie emozioni. Questa è la prima fase, insieme costruiremo il resto.      

Essere felici è possibile, ma bisogna imparare a farlo perché anche la felicità è un progetto.

Dott.ssa Mastrantonio

   

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Una società e una scuola senza bambino: come costruiamo l’infelicità dei nostri figli e delle nostre figlie

L’adulto deve rinunciare anzitutto ad essere verbalmente e praticamente il despota cui il bambino deve obbedienza con la pretesa che la mente infantile si formi secondo un piano stabilito a priori.

Maria Montessori

Qualche mese fa il Miur aveva reso noto che, a seguito di un censimento, nella nostra scuola si contano 186.803 alunni con Dsa.

A tal proposito, come si legge su Il Fatto Quotidiano, l’ufficio scolastico regionale dell’Emilia Romagna, ad esempio, attraverso un’indagine ad hoc sul suo territorio ha ottenuto risultati perfettamente coerenti con l’andamento nazionale: nell’arco di quattro anni nella regione l’incremento del numero di segnalazioni è stato del 139%, si è passati da 10.526 casi nell’anno scolastico 2012/2013 a 25.135 dello scorso anno. A Rimini l’aumento nell’arco di tempo sopra descritto è stato persino pari al 623% alle superiori ma anche a Ferrara e a Forlì ha superato il 300% di incremento.

Questo incremento va di pari passo con quello delle diagnosi di autismo o di disturbi vari dello sviluppo, una vera e propria epidemia che sta colpendo i bambini italiani, coerentemente con i dati europei e americani.

La risposta offerta a questa epidemia è la sempre maggiore precocizzazione dell’intervento, pediatri, neuropsichiatri infantili e operatori scolastici sono impegnati in una corsa folle alla diagnosi, che ricorda tanto da vicino le atmosfere del 1984 di George Orwell.

E’ sufficiente che un bambino esprima una qualsiasi forma di diversità da quanto stabilito dalla norma, affinché si attivino interventi “ortopedici” e di correzione; il movimento stesso del bambino, la sua naturale tensione a spostarsi nell’ambiente in maniera libera è oggetto dallo sguardo inquisitore dei novelli Torquemada: ADHD è la sentenza, Ritalin la cura.

Tutto questo avviene purtroppo con l’avvallo della comunità degli psicologi, la comunità a cui appartengo, che si fa strumento di questa repressione costruendo lenti sempre più sofisticate di controllo sociale.

momenti chiave di questo processo dialettico che trasforma significati soggettivi, culturali (intesi come espressione di una cultura in un determinato momento) in dati di fatto oggettivi e condivisi (in fatti, processo di fattualità) sono:

  • esteriorizzazione: momento in cui gli attori sociali attraverso le loro attività creano le dimensioni sociali come ad esempio la definizione di rigide regole relative ai requisiti o prerequisiti;
  • oggettivazione: fase nella quale gli individui, attraverso il linguaggio, oggettivano la realtà come ordinata e preordinata, capaci di imporsi sugli elementi indipendenti dell’individuo; non è il contesto che deve adattarsi al bambino ma il bambino al contesto
  • interiorizzazione: fase in cui, attraverso la socializzazione, viene legittimato l’ordine istituzionale, è la fase nella quale gli individui fanno propria la realtà precedentemente oggettivata.

In questa maniera la realtà si costruisce come ontologicamente naturale, la conseguenza è quella che Goffman ha definito come la carriera morale del malato mentale, in cui il bambino, attraverso le sue interazioni con un mondo adulto che ha necessità di normalismo, aderisce a questa visione di potere, sostanziando attraverso i suoi comportamenti una necessità di aiuto.

L’esteriorizzazione del problema del bambino ha una notevole presa su queste famiglie. Benché generalmente il problema venga definito come interno al bambino, tutti i componenti della famiglia ne sono influenzati, e spesso, si sentono sopraffatti, scoraggiati e sconfitti. In vari modi considerano l’esistenza del problema e i loro falliti tentativi di risolverlo come una critica a sé stessi, una critica reciproca oppure alla loro relazione. La persistenza del problema, e il fallimento delle misure correttive, serve a confermare, per i componenti della famiglia, la presenza di qualità o attributi personali e relazionali negativi (M. White, pag. 34)”

Come sottolinea Winnicot, il bambino può cogliere lo sguardo rivolto verso di lui come irrigidito, morto freddo e assente, in questa maniera anche il mondo diventerà chiuso, impenetrabile e distante; questi bambini vengono descritti dallo stesso Winnicot con la capacità creativa atrofizzata, perché la madre o, ampliando la nostra visuale chiunque se ne prenda carico o cura, non hanno saputo restituire lo “sguardo”, bambini e adolescenti poi che guardano ma che non si vedono.

Il nostro impegno pedagogico dovrebbe essere di mettere al centro del processo educativo lo sviluppo del mondo interiore del bambino, avendo come meta la formazione di individui in grado di autodeterminare la propria esistenza; attualmente al centro del processo educativo c’è l’uniformità dello sviluppo alle tappe.

La necessità di uniformare ci sta facendo perdere di vista il bambino, la bambina e le sue sofferenze, i quali crescendo diventeranno adolescenti con alle spalle già una carriera di normalizzazioni da neuropsichiatria infantile, psicologia, logopedia: un vero e proprio curriculum dell’anima malata.

“Le storie che le persone costruiscono della loro vita non determinano soltanto il significato che attribuiscono all’esperienza, ma anche quali aspetti dell’esperienza vissuta vengono selezionati per l’attribuzione del significato.

Come sostiene Bruner (1986a), non è possibile che i racconti includano tutta la ricchezza della nostra esperienza vissuta l’esperienza di vita è più ricca del discorso. Le strutture narrative organizzano e danno significato all’esperienza, ma ci sono sempre sentimenti ed esperienze vissute che non sono espressi pienamente nella storia principale (p. 143). (M. White, pag. 35)”.

Penso che recuperare la dimensione vitale dell’infanzia significhi proprio liberarla dalle catene di una psicologia intesa come ortopedia dell’anima, significa aprirsi alla complessità dell’esperienza dello sviluppo con lo sguardo aperto alle differenze, intese non come scostamenti, ma come arricchimenti.

In conclusione, potremmo utilizzare le parole e le azioni di una grande uomo e una grande donna che si sono occupati con cura di bambini: Maria Montessori e John Bowlby.

Il più grande obiettivo per una persona che si occupa di bambini è poter dire: i bambini stanno lavorando come se io non esistessi, sosteneva Maria Montessori; Questo obiettivo ispirativo dovrebbe essere accompagnato dallo stile relazionale che mirabilmente Bowlby indica: «Se una palla è scivolata in un buio passaggio un bambino può essere spaventato nell’andare a recuperarla, ma se io dico – guarda, sto venendo con te! – egli sarà più sicuro» (Bowlby, 1990, 163).

Siamo pronti a scendere insieme dentro questo passaggio buio?

Dott. Andrea Stramaccioni

Bibliografia dell’intervento:

  • Bowlby J. (1990). John Bowlby, MD: interview by Leonardo Tondo. Clin. Neuropsych., 8, 2, 159-171, 2011;
  • Goffman E. (2010), Asylums, Le istituzioni totali: i meccanismi dell’esclusione e della violenza, Einaudi Editore;
  • Montessori M. Il Metodo della Pedagogia Scientifica applicato all’educazione infantile nelle Case dei Bambini, Città di Castello, Casa Editrice S. Lapi, 1909 (in Italia con accrescimenti e ampliamenti II edizione 1913, III edizione 1926, IV edizione 1935, V edizione 1950 con il titolo La scoperta del bambino);
  • White M. (1992), La terapia come narrazione. Proposte cliniche, Casa Editrice Astrolabio Ubaldini;
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Supervisione didattica per psicologi e psicoterapeuti

Dott.ssa Francesca Mastrantonio
Psicologa, psicoterapeuta, sessuologa
Presidente Associazione IIRIS
Direttrice didattica Istituto Strategico
Scuola di specializzazione in psicoterapia strategica

La psicoterapia un’arte che l’apprendista terapeuta impara a bottega dal maestro (J. Haley, 1996)

La Supervisione è lo strumento più efficace per sviluppare in uno psicologo e in uno psicoterapeuta le competenze di base necessarie al lavoro clinico psicologico e favorire l’autonomia professionale.

Gli incontri di supervisione aiutano il/la professionista nelle fasi diagnostiche e di trattamento e consentono di raffinare la metodica nel processo clinico attraverso l’approfondimento tecnico-scientifico, l’analisi dei casi trattati e il confronto con uno psicoterapeuta esperto.

Considerando che nel counseling psicologico e in psicoterapia lo strumento del cambiamento è lo/la psicologo/a o lo/la psicoterapeuta, la supervisione deve insegnare che cosa fare di fronte a svariate situazioni cliniche, ma anche e soprattutto aiutare i professionisti ad individuare le caratteristiche personali che ostacolano la conduzione del trattamento.

La supervisione si centrerà su aspetti tecnici di conduzione e sulle dinamiche relazionali in essere nel setting. L’obiettivo degli incontri di supervisione è quello di:

– aiutare il clinico a costruire un obiettivo di lavoro e un piano di trattamento;
– aumentare le abilità nella conduzione dei colloqui;
– affinare le abilità di costruzione e gestione della relazione terapeutica;
– favorire la costruzione e il mantenimento di una identità professionale;
– leggere l’andamento del processo clinico avviato con il paziente;
analizzare il proprio operato per tenerlo ancorato agli obiettivi di cambiamento attesi;
individuare eventuali errori, impasse o risonanze personali che si manifestano durante il trattamento.

Il Metodo utilizzato è quello della conduzione di gruppo, ideale per favorire l’acquisizione di competenze attraverso lo scambio di esperienza professionale, all’interno di un contesto protetto e guidato da uno psicoterapeuta senior con esperienza di supervisione clinica.

Si otterrà padronanza nelle sedute, efficacia negli interventi e di conseguenza soddisfazione nei propri pazienti.

Destinatari: Psicologi e psicoterapeuti iscritti ai propri albi professionali.

 

Gli incontri si svolgeranno a cadenza mensile da marzo a dicembre
Il 1° Venerdì dalle 11 alle 12.30
Data di inizio: venerdì 2 marzo 2018
Costi: € 50,00 per il singolo incontro
Prenotazione: per partecipare al gruppo è necessario svolgere un colloquio individuale con la conduttrice.

Per prenotarsi telefonare martedì, mercoledì e giovedì dalle 10 alle 13, oppure invia una email

Tel. 06 45445779

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T Social Group per migliorare le relazioni

Dott.ssa Francesca Mastrantonio
Psicologa, psicoterapeuta, sessuologa
Presidente Associazione IIRIS
Direttrice didattica Istituto Strategico
Scuola di specializzazione in psicoterapia strategica

Da soli va bene, ma in compagnia è meglio!

Il Social Group Terapeutico è un intervento psicologico che si svolge in setting di gruppo e rappresenta un importante acceleratore di cambiamento per coloro che presentano problematiche nell’ambito relazionale nei diversi contesti di vita: familiare, amicale, di coppia o lavorativo.

È rivolto anche a chi vive una vita sociale più virtuale che reale, a chi si sente isolato, a chi non riesce ad avere relazioni positive e a chi trova più facile incontrarsi con la distanza dei social che con la vicinanza fisica.

Il T Social Group consiste principalmente nella creazione di gruppi di parola, intervallati da momenti più esperienziali ed espressivi.

Il T Social Group può offrire: un supporto di tipo informativo-educativo, sostegno, supporto al problem-solving, sviluppo dell’assertività, riavvio all’autonomia,  condivisione tra pari di situazioni specifiche che creano difficoltà relazionali e sociali.

Il T Social Group permette di:

  • lavorare sulle proprie difficoltà relazionali perché è centrale il lavoro sul sé sociale;
  • aumentare le competenze sociali grazie al feedback e al supporto che si riceve del gruppo;
  • sfruttare gli specifici processi psicologici di gruppo per osservare il proprio comportamento e migliorarne l’efficacia.

Il gruppo si pone come un supporto della relazione terapeutica e, come fosse una lente di ingrandimento, permette ai partecipanti di osservare e comprendere meglio le  proprie modalità relazionali in un contesto di interazione naturale e accogliente. L’osservazione delle interazioni altrui, e  quelle del gruppo nel suo insieme, offrono importanti spunti di riflessione sulle dinamiche comunicative e di ruolo solitamente usate. Infine,  l’alternarsi di momenti esperienziali al “gruppo di parola” favorisce nei partecipanti il cambiamento e la conoscenza di sé.

In pochi mesi riuscirai a migliorare le tue competenze relazionali, la tua comunicazione e sarai più efficace nelle situazioni sociali.

 

Gli incontri si svolgeranno a cadenza quindicinale da marzo a dicembre.
Il Lunedì dalle h 19.00 alle h 20.30.
Data di inizio: 5 marzo 2018
Costi
: € 50,00 (IVA esente) per il singolo incontro
Prenotazione: per partecipare al T Social Group è necessario svolgere un colloquio conoscitivo con la conduttrice del gruppo.

Per prenotarsi telefonare martedì, mercoledì e giovedì dalle 10 alle 13, oppure invia una email

Tel. 06 45445779

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Molestie al Tasso, la psicologa Mastrantonio: "I prof devono essere educatori"

Lo scandalo degli sms hot: “Ho vinto il concorso, ho diritto ad insegnare”
di Diana Maltagliati

Battute sessiste alle alunne ed sms hot: la polemica contro il professore di storia e filosofia del liceo Tasso non si ferma, nonostante la sospensione dall’insegnamento fino alla fine dell’anno scolastico.

Maurizio Gracceva, accusato di molestie da 4 sue allieve che raccontano di centinaia di messaggi a sfondo sessuale e di chiamate continue, è il classico insospettabile. Amante della pittura e “amico” dei suoi studenti, si è sempre dimostrato disponibile con gli alunni, secondo i racconti che trapelano dalle aule scolastiche. Le attenzioni morbose rivolte ad alcune studentesse, però, hanno creato un vero e proprio scandalo, d’altronde il Tasso è uno degli istituti superiori più rinomati di Roma.

Secondo una delle vittime, la questione sarebbe dovuta rimanere riservata, invece il nome del professore è finito su tutti i giornali, coinvolgendo anche i due figli e la moglie, preside dell’Istituto Manin.

Al ritorno a scuola dopo le vacanze di Natale, i ragazzi raccontano di non aver discusso in classe della questione: le lezioni si sono svolte regolarmente, unico assente il professor Gracceva.

Eppure alcune parole dell’insegnante, presunto molestatore, hanno scatenato l’indignazione di tanti. Dopo aver mandato sms parlando di sesso e viagra alle studentesse che hanno mostrato i messaggi ricevuti su Whatsapp, il prof ha reagito alle accuse e alla sospensione dall’insegnamento affermando: “… una cattedra non capita così per caso, è conseguenza di concorsi vinti, un diritto che resta inalienabile, che non può essere cancellato da qualche frase d’effetto detta da Tizio e Caio”.
Parole che fanno trapelare la sua sicurezza di trovarsi nel giusto o forse il suo non riuscire a comprendere del tutto quali siano le responsabilità di un insegnante.

Francesca Mastrantonio, psicoterapeuta con decennale esperienza in psicologia scolastica e Presidente dell’IIRIS ha commentato: “Colpisce il fatto che, di fronte alle proteste degli studenti che hanno minacciato barricate nel caso di suo rientro a scuola, abbia preferito sottolineare che un vincitore di cattedra, uno che ha vinto un concorso, non possa essere privato così facilmente dei suoi diritti di lavoratore”.
Secondo la dottoressa Mastrantonio, essere insegnate è “qualcosa in più” rispetto alla mera competenza accademica e ne ha voluto parlare con Affaritaliani.it.

Ci spieghi meglio: qual è il grande errore del professore implicato nella vicenda?

Sicuramente spicca la difficoltà del professore di comprendere il significato che c’è dietro il ruolo dell’insegnante perché nelle sue affermazioni il prof tende a rimarcare che il suo ruolo è stato assegnato con un concorso vinto, quindi ha tutti i diritti di rimanere al suo posto, sottovalutando tutto l’ambito relazionale di un insegnante e il rapporto che costruisce con i propri allievi. Non è solo una questione di cattedra, non gli viene chiesta solo una competenza tecnica, ma anche una responsabilità sulla sua funzione educativa.

Il prof ha negato che i messaggi contenessero avance. Quando si può parlare di molestie?

Si parla di molestie quando vengono fatte delle avance non gradite tanto da mettere a disagio la ricevente. E non solo quando non vengono gradite, ma soprattutto quando vengono fatte in contesti in cui la persona che le subisce ha minore possibilità di rifiutarle e di sottrarsi al ricatto esercitato da chi le fa, abusando del suo ruolo. Ovviamente qui ci troviamo in una situazione simile. C’è infatti una disparità di poteri che impediscono alla persona di poter esprimere il suo dissenso liberamente. Un professore ha un ruolo importante agli occhi della studentessa.

Un professore può essere legittimato a parlare di sesso con i propri allievi?

Se un professore di filosofia parla di sesso con gli studenti bisogna capire con che fine lo fa. Lo fa con una finalità pedagogica? Queste conversazioni erano private, quindi per quale motivo un adulto e a maggior ragione un professore avrebbe dovuto affrontare certi argomenti coi suoi studenti? Ovviamente il rapporto allievo-professore è un rapporto estremamente complesso e delicato. Come sottolinea la moglie stessa del professore indagato è molto importante non confondere i livelli. E questa attenzione è responsabilità dell’adulto che ha più competenze nella gestione della relazione e sa – o dovrebbe sapere – quanto si possa creare confusione se si inseriscono argomenti di questo tipo. L’adulto deve gestire al meglio questa relazione senza creare equivoci e difficoltà. In questo caso c’è stata quanto meno una sottovalutazione del professore che ha inserito argomenti fuori l’area di sua competenza.

Le allieve coinvolte sono quattro, quindi non si può pensare che il professore si fosse invaghito di un’alunna in particolare. Allora si tratta solo di un gioco di potere?

Si tratta sempre di un gioco di potere quando questi temi e questi argomenti emergono in una situazione in cui c’è una disparità di poteri. La stessa cosa avviene quando il capo al lavoro assume un certo tipo di comportamenti con le sue collaboratrici o collaboratori. La vittima non si sente libera nel rifiutare o nel reagire a certi comportamenti che possono essere non graditi. Il ruolo dell’insegnante è il ruolo anche di maestro e di educatore. È un aspetto che non va mai sottovalutato in questo lavoro. Nella mia esperienza ci sono insegnanti che hanno saputo lasciare un ricordo meraviglioso nei loro alunni. Sono persone che vivono il proprio lavoro come una vocazione e lasciano un segno positivo nella vita dei propri studenti. Non si può sottovalutare il peso che questo ha nella vita di un bambino o di un ragazzo in crescita.

Come si possono evitare queste situazioni? Si potrebbe fare un’indagine psicologica nei confronti dei professori prima che assumano il proprio ruolo?

Non credo. Non può esserci un’indagine continua. Questi problemi sono legati al libero arbitrio. Poi quando succede qualcosa di simile sono il preside e il ministero che devono prendere provvedimenti. La cosa importante probabilmente è aiutare gli studenti attraverso dei corsi e una formazione specifica a discernere le situazioni e a reagire e difendersi. Così si può evitare che questi comportamenti proseguano in un clima di silenzio.

 

Fonte: http://www.affaritaliani.it/roma/molestie-al-tasso-la-psicologa-mastrantonio-i-prof-devono-essere-educatori-518466.html

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Da febbraio 2018, gruppi di sostegno alla genitorialità

L’IIRIS vi invita a partecipare agli incontri che si terranno, a partire da febbraio 2018, il terzo sabato di tutti i mesi dalle 11:30 alle 13:00.

Sono moltissime le domande, e a volte le ansie, che affollano la mente di un genitore.

Neo genitori, genitori in coppia, genitori separati o di figli adolescenti e preadolescenti: tutte le fasi di vita dei bambini hanno delle difficoltà che spesso fanno vacillare il senso di efficacia e l’autostima del genitore.

Di fronte a queste complessità quotidiane i gruppi di sostegno genitoriale sono gruppi di genitori, singoli o in coppia, che si confrontano e condividono uno spazio di ascolto reciproco. Questo percorso viene fatto con l’aiuto e la guida di un facilitatore che proporrà durante ogni incontro un diverso tema da poter affrontare.

Gli obiettivi di questo viaggio saranno Sostenere, Promuovere, Comprendere, Incoraggiare e Prevenire. Sarà possibile parlare di regole, emozioni, educazione e alimentazione promuovendo e individuando nuove strategie che migliorino e facilitino il rapporto genitore-figlio.

Gli incontri verranno condotti dai/le terapeuti/e e dagli/le specialisti/e del Centro d’Ascolto dell’IIRIS.

I costi del singolo incontro sono di 10€, e viene richiesta obbligatoriamente la Tessera associativa che ha validità un anno e permette di partecipare a tutti gli eventi e le iniziative dell’associazione. È possibile acquistare un pacchetto di 5 seminari a 40 euro.

È necessaria la prenotazione, che deve avvenire entro il venerdì precedente L’evento.

  • L’amore ai tempi del post parto: I cambiamenti nella coppia dopo la genitorialità.
  • Neo genitori, sentirsi soli.
  • Genitori si diventa: come nasce un genitore.
  • Genitori imperfetti, impariamo ad apprezzarci.
  • I silenzi da ascoltare: quando l’adolescenza ferisce.
  • Per amore solo per amore: come rispondere alle domande sulla sessualità dei/le propri/e figli/e.
  • Come favorire l’autostima nel/la proprio/a figlio/a.
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Seminari 2019, spazio di formazione per psicologhe/i e psicoterapeute/i

 

L’IIRIS vi invita a partecipare ai seminari di psicoterapia strategica che si terranno, a partire da gennaio 2019.

Le lezioni sono aperte agli psicologi e agli studenti in psicologia interessati ad approfondire le tematiche in elenco.

È necessaria la prenotazione, che deve avvenire entro il giovedì precedente L’evento. È possibile, su richiesta, ricevere l’attestato di partecipazione.

I costi della singola giornata sono di 100€ e viene richiesta obbligatoriamente la Tessera associativa che ha validità un anno e permette di partecipare a tutti gli eventi e le iniziative Iiris. É possibile partecipare a tutte le lezioni dello stesso modulo con uno sconto del 10%.

Elementi di tecniche del colloquio clinico – Dott.ssa Mastrantonio

  • sabato 19 gennaio – ore 15:00/19:00
  • sabato 13 aprile – ore 10:00/14:00 

  • sabato 20 luglio – ore 15:00/19:00
  • domenica 22 settembre – ore 10:00/14:00 

  • domenica 15 dicembre – ore 15:00/19:00 

Contesti applicativi della Psicologia e Psicoterapia: applicazioni nel contesto organizzativo – Dott.ssa Vona

  • sabato 20 luglio – ore 10:00/14:00 

  • sabato 19 ottobre – ore 15:00/19:00 

  • sabato 16 novembre – ore 10:00/14:00 

Contesti applicativi della Psicologia e Psicoterapia: applicazioni nel contesto scolastico – Dott.ssa Mastrantonio

  • sabato 16 febbraio -ore 15:00/19:00 

  • sabato 16 marzo -ore 15:00/19:00 

  • sabato 15 giugno – ore 15:00/19:00 

Contesti applicativi della Psicologia e Psicoterapia: applicazioni sperimentali in psicologia – Dott. Pannunzi

  • sabato 21 settembre – ore 10:00/14:00 

  • sabato 14 dicembre – ore 10:00/14:00 

Contesti applicativi della Psicologia e Psicoterapia: applicazioni nel contesto delle emergenze – Dott.ssa Bernardini

  • domenica 20 ottobre – ore 10:00/14:00 

  • domenica 17 novembre – ore 10:00/14:00 

  • domenica 15 dicembre – ore 10:00/14:00

Contesti applicativi della Psicologia e Psicoterapia: applicazioni nel contesto riabilitativo – Dott. Stramaccioni

  • venerdì 14 giugno – ore 15:00/19:00 

  • domenica 21 luglio – ore 15:00/19:00 

  • domenica 20 ottobre – ore 15:00/19:00 

Contesti applicativi della Psicologia e Psicoterapia: applicazioni nel contesto giuridico – Dott.ssa Cuzzocrea

  • domenica 17 febbraio – ore 10:00/14:00 

  • domenica 16 giugno – ore 10:00/14:00 

  • sabato 16 novembre – ore 15:00/19:00 

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