Scuola di specializzazione? Un'utile guida per orientare il processo di scelta

Dopo la laurea che fare?

Dopo aver trascorso cinque e più anni sui libri a studiare finalmente uno studente di psicologia arriva alla laurea e poi?

Il contesto di lavoro di uno psicologo è oggi orientato prevalentemente alla libera professione, difficile sperare in un concorso, eventualità possibile ma remota.

Dovendo orientarsi verso un lavoro da libero professionista è evidente che lo psicologo deve confrontarsi con una grande concorrenza e la sua inesperienza. Per superare questi due limiti numerose sono i corsi che propongono una formazione in più finalizzata ad entrare nel mercato del lavoro.

In questo ambito si possono quindi scegliere due strade diverse ma utili entrambe, tutto dipende dal proprio obiettivo:

– si può accedere ad un master professionalizzante,

– oppure accedere ad un corso di specializzazione riconosciuto dal Miur per acquisire il titolo di psicoterapeuta.

Prima di tutto bisogna capire la motivazione che risiede dietro la scelta.

Se ci si vuole avvicinare ad un settore particolare del lavoro di psicologo (giuridico, della riabilitazione, sessuologico, ecc..) per costruirsi una expertise specifica in questo settore allora un Master può essere la scelta giusta.

Se invece, si desidera lavorare sul disagio psicologico e la patologia psichica, se si desidera lavorare in ambito clinico per favorire il benessere individuale, della coppia o dei gruppi e avviare uno studio di psicoterapia, allora la scelta deve necessariamente ricadere in una scuola di specializzazione in psicoterapia.

A far propendere la maggioranze delle persone verso questa scelta sta il fatto che la scuola di specializzazione oltre ad offrire una formazione ampia e completa su questi ambiti, favorisce la costruzione e l’acquisizione consapevole del proprio sé professionale.

Inoltre, le recenti ricerche svolte dal nostro ente previdenziale, l’Enpap,

(http://www.enpap.it/news/2016/04/workshop-dedicato-alle-scuole-di-psicoterapia-roma-22-aprile/) evidenziano che gli specializzati in psicoterapia guadagnano il 30% in più degli psicologi.

Una volta che avete superato il primo bivio, si può procedere in questo viaggio.

Ma come scegliere la scuola di specializzazione giusta?

Innanzitutto, le uniche scuole in grado di fornire il titolo di psicoterapeuta sono le scuole accreditate  (anche comunemente dette riconosciute) dal MIUR. Ossia quelle scuole che propongono dei corsi di specializzazione che rispettano i criteri di legge previsti dalla 56/89 e il Decreto 11 dicembre 1998, n.509 e succ..

La legge richiede alle scuole numerosi parametri a cui attenersi che non sempre gli studenti conoscono. Inoltre, le scuole propongono nel loro percorso di formazione aspetti organizzativi e didattici differenti che può essere utile conoscere per orientarsi alla scelta.

Vediamo cosa è opportuno verificare.

Innanzitutto, il potenziale studente dovrebbe porsi con un atteggiamento di curiosità verso la scuola che vorrebbe scegliere, fissare un colloquio e fare quindi domande su tutto ciò che riguarderà la sua formazione. Primo elemento da valutare è la disponibilità della scuola a soddisfare questa curiosità, ad essere trasparente e accogliente verso il suo cliente. Non può bastare cercare queste informazioni su internet, si sta per acquistare un prodotto costoso, che segnerà la crescita professionale del professionista per cui è bene conoscerne ogni dettaglio.

Una recente Survey sui siti della scuole di specializzazione della regione Lazio svolta dal Gruppo di Lavoro Formazione e qualità in psicoterapia dell’Ordine degli Psicologi del Lazio

(http://www.ordinepsicologilazio.it/ordine-psicologi-lazio/gruppo-di-lavoro/formazione-e-qualita-in-psicoterapia/la-formazione-alla-psicoterapia-nel-lazio/) ha verificato come tanti siti delle scuole offrano informazioni lacunose e poco chiare su diversi aspetti fondamentali della loro formazione. Quindi la cosa più utile è recarsi alla scuola e fare domande.

Che domande fare?

  1. Chiedere informazioni sul modello teorico di riferimento e le sue applicazioni, quali sbocchi professionali sono adatti per questo modello, quali riferimenti bibliografici ci sono e quali le evidenze scientifiche. Tutto ciò aiuterà a capire quanto sarà possibile adattare le lezioni al lavoro che si farà. Importante sarà verificare anche l’attenzione che la scuola riserva alla ricerca scientifica e alla pratica della psicoterapia, alcune domande possono essere utili: la scuola ha un proprio centro clinico? Viene effettuata ricerca scientifica sui casi?
  2. Raccogliere informazioni sugli aspetti economici:
    Il costo della scuola è uno dei nodi più importanti da districare, capire il costo complessivo per anno e per i complessivi quattro anni è fondamentale. Verificare se la scuola prevede un percorso di psicoterapia e, se sì, verificare se è compresa nel costo della retta salverà il futuro studente da spiacevoli sorprese. La stessa attenzione va riservata alla supervisione, materia obbligatoria ma non sempre è chiaro come deve essere organizzata e pagata dallo studente. È inclusa nella retta o si pagherà a parte al singolo specialista supervisore? Questa seconda possibilità lascia spazio a tante possibili interpretazioni e non consente di controllare il costo della scuola al momento dell’iscrizione ma neanche al suo termine. Inoltre, sarà utile verificare se sono previsti altri costi aggiuntivi quali per esempio: workshop, convegni, giornate di studio, tasse d’esame o iscrizioni annuali a parte, assicurazione, ecc.
  1. Raccogliere informazioni di tipo organizzativo:
    È utile conoscere i nomi dei professori coinvolti nella didattica avendo cure di capire quali dei docenti partecipano in modo costante alla formazione e quali partecipano solo saltuariamente. È frequente scegliere una scuola in funzione del presenza nel corpo didattico del professore o della professoressa che abbiamo tanto ammirato all’università. Non sempre però è chiaro quante volte questo amato professore verrà a far lezione, potrebbe partecipare in modo molto saltuario o al contrario essere tra i docenti confermati più assidui. Inoltre, un buon indicatore di qualità del corpo docente è rappresentato da un equilibrio tra docenti universitari e persone che con ruoli diversi lavorano sul territorio. È importante capire se le ore d’aula saranno organizzate con modalità attiva e quante ore si prevedono, avendo cura di verificare se sono previste ore di formazione a distanza, oggi molto in voga ma ritenuta dalla commissione del MIUR non idonea per questo tipo di formazione specifica. Verificate infine se le ore d’aula sono divise tra le classi o sono accorpate su più classi, questa seconda opzione è possibile solo in casi eccezionali, come workshop, convegni o laboratori.

Altra questione importante da verificare è se la formazione proposta è in grado di soddisfare le richieste del mercato potenziale. Quali sono gli ambiti in cui è possibile lavorare e quali applicazioni si prevedono. È altresì importante verificare se esiste la possibilità di collaborare e partecipare all’attività della scuola nella ricerca, nella rivista scientifica, nel centro clinico. Questo permette, infatti, di trasformare la formazione teorica in formazione attiva, consentendo allo studente di fare esperienza pratica protetta perché guidato dalla scuola e ampliare al contempo il suo curriculum.

  1. Esplorare le reali possibilità di percorsi di carriera che la scuola promuove:
    Una buona scuola di specializzazione deve prevedere all’interno del suo percorso formativo lo start-up; verificate se all’interno del programma sono previsti moduli professionalizzanti orientati alla costruzione del percorso di carriera.
  1. Effettuare una valutazione del network in cui la scuola è inserita può essere utile. Ci sono collegamenti con l’università? E’ in rete con associazioni del territorio per lavorare su tematiche specifiche? Il tirocinio dove verrà svolto?

Ultimo aspetto su cui invitiamo a riflettere è rappresentato da quello strumento di crescita personale che è il percorso di psicoterapia.

Non tutte le scuole prevedono un percorso di psicoterapia all’interno del programma formativo perché la norma che regola i criteri di base di una scuola di specializzazione autorizzata dal MIUR non inserisce questo aspetto nel programma obbligatorio. Nonostante ciò, sono numerose le commissioni scientifiche avvicendatesi negli anni al MIUR a ritenere vincolante questo percorso nella formazione degli psicoterapeuti, perché necessario alla costruzione di un sé personale consapevole ed equilibrato tale da poter entrare in risonanza emotivo con gli altri senza farsene influenzare.

Questa ambiguità della norma (non è obbligatorio ma spesso vincolante per l’ottenimento del decreto di riconoscimento delle scuole) genera quindi due categorie di scuole: una che prevede la psicoterapia e l’altra che non la prevede. È una diretta conseguenza il fatto che:

– la prima categoria è ovviamente più costosa,

– la seconda categoria di scuole è meno onerosa per lo studente.

Ma è proprio così? O è vero che “Chi più spende meno spende”?

Proviamo a questo punto a fare un’ulteriore riflessione: quando, da pazienti, ci rivolgiamo ad uno specialista perché abbiamo bisogno di aiuto probabilmente la nostra scelta si orienterà verso lo specialista più preparato e competente sulla materia per la quale lo stiamo interrogando. Che cosa rende uno psicoterapeuta più preparato e competente degli altri?

Sicuramente la capacità di usare abilmente le tecniche apprese durante la sua formazione, alcune caratteristiche personali quali l’intuito, la capacità di ascolto, la capacità empatica, l’esperienza, ecc.. Ma forse anche l’aver svolto una psicoterapia personale che ha reso il nostro specialista competente sulle proprie dinamiche relazionali, sulla propria personalità e fragilità tanto da poter diventare un valido punto di riferimento e un supporto.

Del resto anche Jung diceva:

Quello che, durante la psicoterapia, non riesce a sopportare lo psicoterapeuta, non lo riesce a sopportare neanche il paziente” (Carl Gustav Jung).

E fare tale percorso proprio con lo stesso modello appreso durante le lezioni e sperimentato sulla propria pelle è potenzialmente un plus da non perdere.

Detto questo, a ciascuno le proprie valutazioni.

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IL CASO CLINICO. La psicoterapia in pratica – 19/06/2017 (h. 14:00 – 15:30)

Presso il Teatro Centrale Preneste in Roma, 36.

L’Istituto Strategico – Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Strategica prenderà parte all’evento “IL CASO CLINICO. La psicoterapia in pratica”. L’Ordine degli Psicologi del Lazio ha organizzato una settimana in cui 36 Scuole di Specializzazione in psicoterapia del Lazio presentano la propria offerta formativa a laureandi, laureati in psicologia e psicologi e L’Istituto Strategico ha il piacere di partecipare.

Sarà presentato un caso clinico e condotta la supervisione secondo il modello strategico proprio dell’Istituto.

http://www.ordinepsicologilazio.it/psicologi/iniziative-e-progetti/il-caso-clinico-la-psicoterapia-pratica/

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Cyberbullismo: la pistola nel telefonino

La pubertà e l’adolescenza sono fasi contrassegnate da profondi cambiamenti fisici e psichici in grado di destabilizzare il naturale vivere di una giovane persona specie se non adeguatamente preparata al momento di trasformazione e di profonda crisi che ne scaturisce. I ruoli e le gerarchie familiare in questo periodo sono improvvisamente e drammaticamente messi in discussione così come le regole e i confini sociali.

L’espressione di questo periodo di turbamento può manifestarsi attraverso l’avvicinamento a comportamenti trasgressivi contraddistinti dalla condivisione in gruppo delle varie esperienze che in casi estremi possono degenerare in condotte devianti.

In un contesto dove le regole sono lasche, le relazioni sono liquide e il senso di responsabilità è diluito, il passaggio dalla trasgressione alla devianza diventa molto veloce e sintomo di un disagio esteso.

Il bullismo e il fratello cyberbullismo sono due dei comportamenti sempre più frequentemente adottati dal mondo adolescenziale e pre adolescenziale.

Il bullismo si configura come un insieme di atteggiamenti che mirano deliberatamente e sistematicamente a ferire l’altro attraverso azioni fisiche (pestaggi) forme verbali (derisioni, insulti) e forme indirette (esclusioni).

L’intervista a Casa m2o

Il cyberbullismo indica quella forma di prevaricazione volontaria e ripetuta nel tempo, attuata mediante uno strumento elettronico (sms, foto, video-clip, chat rooms, istant messaging, siti web, chiamate telefoniche), perpetuata contro un singolo o un gruppo con l’obiettivo di ferire e mettere a disagio la vittima di tale comportamento, che non riesce a difendersi (Smith et al., 2006).

Questo tipo di aggressione può seguire ad atti di bullismo o non esserne direttamente legato. Il cyber – bullo può essere un estraneo o una persona conosciuta, può agire singolarmente o avere il supporto di altre persone e può mostrare la propria identità o rimanere nascosto.

Infatti, diversamente dal bullismo in cui l’azione è perpetrata da un gruppo che condivide luoghi e attività con la vittima, nel cyberbullismo a volte viene mantenuto l’anonimato attraverso profili falsi.

Questo anonimato e la distanza fisica dalla vittima determinano un maggior senso di sicurezza nel bullo e la generale sottovalutazione della gravità della sua azione.

Ciò che aggrava l’azione violenta sono la forza di diffusione del sistema mediatico e la velocità con cui rimbalza attraverso il pubblico.

Alla base di questi fenomeni si ipotizza esserci:

– un basso concetto di sé, inteso come la percezione e cognizione delle proprie caratteristiche, le credenze riguardo se stessi, le capacità, le impressioni, le opinioni che ogni individuo pensa di avere su di sé (http://www.stateofmind.it/tag/bullismo),

– una difficoltà molto profonda a riconoscere affetti, emozioni, sensazioni

– e un’incapacità alla competenza empatica.

L’uso del sistema digitale e mediatico illude di avvicinare, ma invece aumenta la distanza dal mondo emotivo, riduce il senso di responsabilità e crea una confusione tra ciò che è vero e ciò che è falso, tra ciò che è reale e ciò che non lo è.

Agli adulti il grande compito di condannare e non sottovalutare azioni così tanto violente, e al contempo anche quello di formarsi, formare ed educare all’uso dei sistemi elettronici perché ciò che può sembrare all’apparenza un mezzo divertente e innocuo, molto facilmente può trasformarsi in un’arma capace di distruggere l’animo di un essere giovane e indifeso.

 

Articolo a cura di Francesca Mastrantonio

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La valigia dello psicoterapeuta

Ogni professione deve definirsi sulla base delle competenze che la contraddistinguono e quindi anche lo psicoterapeuta è chiamato a dare una definizione delle competenze implicate nella propria professione: tra le altre, i famosi, famigerati strumenti.

Nei confronti degli strumenti, l’atteggiamento è spesso quello dell’assetato nel deserto, cioè si caricano gli strumenti di virtù magiche di cambiamento e soluzione delle difficoltà nella relazione d’aiuto.

Ciononostante, con un atteggiamento più equilibrato e che riconosce l’importanza della relazione, gli strumenti possono essere un utile supporto per lo psicoterapeuta.

Proviamo ad aprire la valigetta strategica e vedere che cosa contiene. Intanto ci troviamo dentro uno strano stetoscopio, strategico, nel senso che ciò che si ausculta proviene direttamente dal battito di due persone, perché il filo collega i due cuori.

Lo psicoterapeuta strategico imparerà a sentirsi mentre sente l’altro, perché ogni relazione è reciproca e circolare, perché, come dice la poetessa Wisława Szymborska “Ascolta come mi batte forte il tuo cuore”.

psicoterapeuta

Gli strumenti dello psicoterapeuta

Dopo aver posato il nostro stetoscopio, scorgiamo uno strano oggetto, un caleidoscopio, uno strumento ottico che si serve di specchi e frammenti di vetro o plastica colorati per creare una molteplicità di strutture simmetriche; guardando all’interno, il nostro psicoterapeuta strategico imparerà a maneggiare la propria esperienza di sé e dell’altro secondo nuovi principi, imparerà ad abbandonare i propri modelli mentali e ricombinare gli elementi in modo sempre nuovo.

“Gli esseri umani postmoderni devono dunque essere capaci (…) di maneggiare la propria esperienza allo stesso modo in cui un bambino gioca col caleidoscopio che ha trovato sotto l’albero di Natale” (Z. Bauman, La società individualizzata, p.160).

Questo strumento consentirà al nostro terapeuta di imparare le infinite costruzioni della realtà, cioè le infinite possibilità di cambiamento offerto alla persona: sarà in grado di generare apprendimenti di terzo livello (liberarsi dai modi abituali di pensare, prevenire la formazione di abitudini, ricostruire esperienze frammentarie in combinazioni sempre nuove, accettare ogni modello sapendo che presto cambierà) che diventano strumenti necessari e comuni.

Poi, stranamente ma fino ad un certo punto, troverà un album di proprie fotografie, che lo ritraggono da prima della nascita ad oggi, al momento attuale, nel suo cambiare e crescere; è un album aperto, perché alcune foto all’interno scompaiono, altre si presentano come nuove o riappaiono: è la vita che decide questo continuo modificare e la terapia individuale e la supervisione possono aiutare a dare un ordine flessibile a questo processo.

Attraverso questo strumento, lo psicoterapeuta strategico imparerà ad utilizzare se stesso, la propria esperienza di vita come strumento nella relazione, perché, come sostiene C.G. Jung in “Gli archetipi dell’inconscio collettivo “solo il guaritore ferito può guarire”.

Articolo del Dottor Andrea Stramaccioni

Di questi e altri temi parleremo all’Open Day del 7 aprile, dalle 14,30 alle 16,30, presso la nostra sede in Viale Oceano Atlantico, 13, Roma.

Iscriviti subito alla giornata di studio gratuita

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MARZO 2017

Sono aperte le iscrizioni al corso professionalizzante di counseling psicologico a impostazione strategica dell’IIRIS.

L’intervento di counseling psicologico è un intervento breve e con obiettivi focalizzati, rivolto alla promozione del benessere piuttosto che all’intervento sul disturbo.

L’approccio strategico si contraddistingue per l’immediatezza nei cambiamenti, la chiarezza degli obiettivi che si pone e la misurabilità dei risultati che si conseguono.

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OPEN DAY

Open Day dedicati a studenti e laureate/i in Psicologia e Medicina.

Sabato 25 MARZO 2017 dalle ore 10 alle ore 12 presso la sede dell’IIRIS in viale dell’Oceano Atlantico, 13. Presenteremo le possibilità occupazionali del Counseling per lo/a psicologo/a. Valuteremo insieme quanto possa essere utile per una/o psicologa/o affinare le tecniche di conduzione del colloquio e ti informeremo sui vari ambiti lavorativi che un corso di Counseling ti permetterebbe di avere.

Venerdì 7 APRILE 2017 dalle ore 14:30 alle ore 16:30 presso la sede dell’IIRIS in viale dell’Oceano Atlantico, 13. Presenteremo il modello Strategico secondo la visione originaria di Milton Erickson e del suo modello. Durante l’incontro vedremo come lavorare in modo efficace e multidimensionale con la persona e nella relazione con la/il paziente intesa come motore del cambiamento.

Sabato 20 MAGGIO 2017 dalle ore 10 alle ore 12, presso la sede dell’IIRIS in viale dell’Oceano Atlantico, 13. Presenteremo come lavorare con le coppie , gli strumenti e le strategie più efficaci, agendo su più ottiche, in una prospettiva intra-individuale, interindividuale e sistemica.

Durante queste giornate avrete la possibilità di conoscere il modello Strategico anche attraverso momenti pratici e simulate, partecipando attivamente e sperimentando intensamente i paradigmi della metodologia Strategica.

Vi aspettiamo!!!!

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Date OPEN DAY per il Corso di Counseling e la Scuola di Psicoterapia

Partecipa ai nostri OPEN DAY, tre giornate studio interamente gratuite dove presenteremo sia la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Strategica, l’Istituto Strategico, che il corso professionalizzante di counseling psicologico a impostazione strategica

Sabato 20 maggio 2017 dalle ore 10 alle ore 12 – OPEN DAY dedicato alla Scuola di specializzazione in psicoterapia strategica

Presenteremo come lavorare con le coppie, gli strumenti e le strategie più efficaci, agendo su più ottiche, in una prospettiva intra-individuale, interindividuale e sistemica.

 

Durante queste giornate avrete la possibilità di conoscere il modello Strategico anche attraverso momenti pratici e simulate, partecipando attivamente e sperimentando intensamente i paradigmi della metodologia Strategica.

Vi aspettiamo presso la sede dell’IIRIS in viale dell’Oceano Atlantico, 13.

Per info e prenotazioni contattare lo 06/45445779 o scrivi a info@istitutostrategico.it

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FEBBRAIO 2016

Il Centro di Ascolto vi invita ad alcune giornate gratuite dove potersi confrontare in gruppo e con le psicoterapeute su tematiche riguardo il rapporto tra genitori e figli.

Gli Aperitivi del Sabato nascono dalla volontà di un confronto, in modo nuovo, sui tanti aspetti dell’essere genitore, parleremo di come le emozioni guidano le nostre scelte.

Vi aspettiamo in Viale dell’Oceano Atlantico n 13, scriveteci qui o chiamate lo 06 4544 5779 per avere informazioni.

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